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Recensione distro: Slackware

5 Luglio 2009

Ed ecco la mia seconda recensione presa da luganega.org:

Logo di Slackware

Leggi l’articolo sul sito di LugAnegA: Slackware

Slackware

Slackware è stata la seconda distribuzione che ho installato, ed è tuttora la mia preferita. È veloce, potente, stabile ma non molto semplice da utilizzare, praticamente il contrario di Ubuntu. È per chi vuole imparare il sistema Linux dalle basi, e non ha paura di stare ore e ore a smanettare con i file di configurazione per riuscire a far partire l’interfaccia grafica o la connessione internet.

Storia e caratteristiche generali

Slackware è una delle distribuzioni Linux più anziane: ”coetanea” di Debian, è stata creata da Patrick Volkerding nel 1993, ma è tuttora in sviluppo. Gli aggiornamenti non sono molto frequenti, ma costanti, dato che quasi tutto il lavoro è svolto da una sola persona (appunto Volkerding). L’ultima versione uscita è la 12.2.

Anche se progettata nello stesso periodo di Debian, Slackware è molto diversa; in primo luogo, la gestione dei pacchetti: Slackware usa pacchetti .tgz, gestibili con pkgtool, in maniera totalmente diversa da Debian e Ubuntu. Anche se Slack è la mia preferita, bisogna dire le cose come stanno: questa gestione dei pacchetti è molto più scomoda rispetto all’apt di Debian. Installare programmi non è però difficile, e un utente con media esperienza di riga di comando non avrà di sicuro problemi: basta scaricare da internet un programma già ”impacchettato” in .tgz e dare il comando ”pkginstall nomepacchetto.tgz”. Ci sono alcuni strumenti che provano a sostituire apt, come Swaret o Slapt, ma non sempre i risultati che si ottengono sono ottimi.

Per fortuna nella maggior parte dei casi i programmi che dovrete aggiungere una volta installato Slackware saranno pochissimi e per la maggior parte presenti nel dvd (o nei 6 cd) di installazione: anche in questa distribuzione, come in Ubuntu, Debian e molte altre sono già presenti quasi tutti i programmi di normale utilizzo. Koffice (al posto di OpenOffice), Pidgin, Firefox (sempre i soliti quelli più utili alla fine…).

Anche la grafica è diversa da Debian; in fase di installazione Slackware vi farà scegliere tra Kde, Xfce o alcuni ”window manager” minimalisti (come Fluxbox, che sto usando in questo momento). È possibile anche installare Gnome (io non l’ho mai fatto e non saprei come), ma è comunque sconsigliato, perché potrebbero esserci alcuni problemi, non essendo Slackware pensato per questo ambiente. Inoltre, quando si accende il Pc, l’interfaccia grafica non parte automaticamente e bisogna dare il comando ‘’startx” dopo aver fatto il login; è comunque possibile configurare il sistema in modo che si avvii automaticamente anche la grafica.

Il nome

Il nome ”Slackware” deriva dal concetto di Slack, definito dalla ”Church of SubGenius, la Chiesa del SubGenio”, un movimento religioso satirico nato negli USA negli anni ‘50 (come sempre wikipedia ne sa più di me: Chiesa del SubGenio).

Lo ”Slack” è quel senso di libertà che si prova quando si raggiungono i propri obiettivi; secondo la Chiesa del SubGenio, ognuno di noi nasce con lo Slack dentro di sè, ma ci viene poi rubato dalla società conformista.

Pro e contro

Pro

* Stabile e veloce: a me fa un boot in 30 secondi di media (1Gb di ram, processore pentium d820 dual core 2x 2,8 GHz) e non è mai andato in crash per motivi sconosciuti.

* Totale possibilità di personalizzare il sistema: con una certa esperienza, si possono modificare tutti i file di configurazione per adattare il sistema a qualunque esigenza.

* Supporto ottimo: ci sono molte comunità online sempre pronte ad aiutarti per qualunque problema (Slacky.eu in primis) e molti manuali scaricabili gratuitamente da internet.

* When you know Slackware, you know Linux (Quando conosci Slackware, conosci Linux): al contrario di Ubuntu, Slackware ti consente di conoscere il sistema fino all’ultima riga dell’ultimo file di configurazione.

Contro

* Decisamente ostica per gli utenti inesperti: non consiglierei a nessuno di avvicinarsi al mondo Linux partendo da Slackware.

Distribuzioni derivate

Essendo un po’ ”vecchiotta”, Slackware è la ”madre” di moltissime altre distribuzioni, molte delle quali si sono perse nel tempo o si sono modificate al tal punto da diventare una vera e propria distribuzione a sè stante.

In particolare molte mini-distro (quelle installabili in meno di un gigabyte, o anche meno di 100Mb) sono derivate da Slackware o gli assomigliano.

Una derivata che presto sarà recensita sul sito di LugAnegA è Arch Linux, molto leggera (meno di un Gb di spazio occupato) e veloce (5-6 minuti di installazione e 20 secondi di boot).

Alcuni link utili

* Pagina di Wikipedia su Slackware (per informazioni più precise)

* Sito italiano ufficiale

* Sito ufficiale

* Comunità italiana Slacky.eu, con forum e sezione download di pacchetti .tgz per qualunque programma (molte volte mi sono trovato in difficoltà e ho chiesto aiuto in questo forum)

* Slackware For Dummies, utile guida in pdf all’installazione e alle configurazioni di base

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