
Recensione distro: Arch Linux
9 Luglio 2009
Leggi questo articolo sul sito di LugAnegA: Arch Linux
Sempre più incuriosito da questa distro, ho deciso di installarla su una piccola partizione del mio hard disk (tanto Slackware in 35 Gb ci sta largo). Risultato: Arch in 10 Gb sta più largo che Slackware in 35; è una distro veloce e minimalista (l’installazione di base non prevede nemmeno un window manager) ma perfettamente adattabile alle proprie esigenze. Di sicuro non è adatta agli utenti inesperti, visto che non ha nessuno strumento di configurazione automatico.
Caratteristiche generali
Innanzitutto mi scuso per la gaffe che ho scritto nella recensione di Slackware: Arch Linux non è una derivata della Slack, anche se sono simili (soprattutto per il sistema di avvio, entrambe BSD-like).
Arch Linux fu creata da Judd Vinet, che si ispirò alla distribuzione CRUX. La prima versione, la 0.1 è uscita nel 2002, mentre l’ultima versione è la 2009.02 (febbraio 2009).
Come dicevo prima, Arch è talmente minimalista che non prevede nemmeno un window manager di default; differentemente da Slackware, che con un’installazione di default ti fornisce tutti i programmi possibili e immaginabili (KDE, XFCE, window manager a palate, programmi poer l’uffico, 3-4 browser web, ecc…), Arch fornisce il minimo indispensabile per accendere il pc e fare il login. Tutta via installare tutti i programmi di cui si ha bisogno è estremamente semplice (devo ammetterlo, molto più che con slackware) grazie a pacman, un gestore di pacchetti con controllo delle dipendenze (più o meno come apt di Debian, solo molto più veloce). Quindi, se appena installato Arch siete spaventati dalla riga di comando, vi basterà digitare:
pacman -S kde
e in pochi minuti (tempo di scaricare i pacchetti dai repo e installarli) vi ritroverete installato il vostro DE preferito! (Se invece volete installare il mio DE preferito, dovrete digitare pacman -S fluxbox).
Potrete trovare qualche difficoltà in più nella configurazione del sistema: non essendoci, come ho detto prima, strumenti di configurazione automatica (es.: xorgsetup, timeconfig, netconfig, ecc… di Slackware), ogni modifica alla configurazione andrà fatta modificando i file relativi (nel 99% dei casi tale file sarà /etc/rc.conf). Probabilmente, comunque, non ne avrete bisogno: io, oltre alle configurazioni richieste in fase di installazione, ho dovuto solo modificare il file relativo all’italianizzazione della tastiera in X e ~/.xinitrc per specificare il WM/DE da avviare al comando startx.
In conclusione, Arch Linux è una distro adatta a chi vuole avere un sistema minimalista, senza tanti fronzoli e con solamente i programmi di cui ha bisogno. Se vi piace Slackware, ma sentite la mancanza di un package-manager con gestione delle dipendenze (non è il mio caso! slackpkg fa il suo lavoro anche troppo bene) e volete provare qualcosa di leggero, Arch è quello che fa per voi.
Pro e contro
Pro
* Velocissima, sia in fase di boot che ad avvio effettuato (anche se poco più veloce di Slackware).
* Potenzialmente completa: di qualunque cosa abbiate bisogno, non dovrete nulla di più di pacman -S qualunque_cosa_di_cui_abbiate_bisogno; attenzione: per qualche strano motivo non funzionano i comandi pacman -S pace_nel_mondo o pacman -S capire_le_donne (in particolare quest’ultimo dà un segmentation fault e manda in crash il sistema)
* Buonissimo supporto anche in italiano, molte guide utili reperibili online (ArchWiki).
* Per la sua leggerezza è adatta anche a computer dell’anteguerra.
Contro
* Inadatta agli utenti inesperti.
* Oltre al Wiki ufficiale, la documentazione è abbastanza scarsa: se non capite le guide di ArchWiki siete fregati!
Alcuni link utili
* Pagina di Wikipedia su Arch Linux (per informazioni più precise)
* ArchWiki